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Applicazioni Apple, Parlano Troppo?

Sembrerebbe che ben il 68% di un campione delle più popolari App Apple gratuite, invierebbe dati sensibili alle società sviluppatrici delle App, ma vediamo meglio di cosa si tratta.

App troppo chiaccherone?

Qualche giono fa vi avevamo segnalato lo studio che è stato sviluppato su alcune App di Android, di cui il 50% era risultato comportarsi in maniera poco chiara per quanto riguarda il trattamento dei dati personali (vedi gli articoli sulla privacy di Android); al riguardo un portavoce di Google a poi fatto sapere che ogni App chiede l’esplicito consenso per utilizzare quei dati, quindi consigliava di valutare meglio l’installazione delle App e usare solo quelle veramente sicure.

Oggi però ci troviamo a parlare dell’altro grande servizio di App, l’App Store di Apple utilizzato da tutti i possessori di iPhone e iPod Touch che secondo uno studio portato avanti da Eric Smith, capo del dipartimento di sicurezza delle reti alla Bucknell University, fornirebbe gratuitamente alcune App che non si comportano in maniera molto chiara sul trattamento dei dati personali.

La ricerca ha preso come campione 57 tra le App gratuite più scaricate, dopo aver fatto specifiche analisi il 68% di queste ha rilevato un abitudine preoccupante, infatti sembrano inviare a server esterni, legati alle società sviluppatrici delle App, informazioni relative agli Unique Device Identifiers (UDID) dei dispositivi.

Questi dati secondo la recensione fatta da Smith sarebbero poi gestiti da aziende come Amazon, Disney e Zynga, ovviamente ognuna delle quali riceve le informazioni dalle proprie App.

Tuttavia c’è da sottolineare che molte delle App effettuavano questo trasferimento in maniera protetta, cifrandole in SSL. Anche se, sempre secondo Smith, App come quella di Amazon hanno inviato oltre agli UDID anche i nomi completi degli utenti loggati, trasmessi per di più senza nessuna cifratura e facilmente associabili ad un determinato dispositivo.

Questo è quanto emerso dal documento sviluppato da questi ricercatori, vi lascio in calce il link del documento originale, però mi viene da fare una riflessione, anche se sicuramente tutte queste App chiedono l’autorizzazione ad utilizzare i nostri dati, vi sembra giusto che possano farlo? Obbligandoci tra l’altro a farlo se vogliamo utilizzare le loro App?

Aspettiamo i vostri pareri nei commenti.

Link | Documento Originale Eric Smith

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