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Assange: Amazon Codardi e Bugiardi + Video Bunker Svedese

Il fondatore di Wikileaks, ricercarcato in queste ore dall’Interpool, torna ad accusare e lo fa nei confronti di Amazon.

La questione Wikileaks: Link per la diretta e ultimi aggiornamenti

Amazon è il gestore dei server che fino a poco tempo fa garantivono l’host al servizio no-profit di Assange sotto domimio wikileaks.org.

Le evidenti ripercursioni che in questi giorni stanno avendo le notizie dei files di Wikileak, evidentemente non sono piaciute agli Usa e neanche a Amazon.

Codardi“: Julian Assange bolla con quest’aggettivo Amazon, colpevole di aver estromesso dai propri server Wikileaks ipotizzando in una nota una violazione delle proprie regole di comportamento.

“Il comunicato stampa di Amazon non è compatibile con i fatti di pubblico dominio. E’ una cosa da codardi, una bugia”. Wikileaks è stato poi “sfrattato” anche da Tableau Software, il sito è rimasto oscurato per sei ore prima di ricomparire con un nuovo dominio svizzero, wikileaks.ch.

La scelta di andare su Amazon, ha spiegato Assange rispondendo in chat alle domande dei lettori del Guardian, fu fatta per testare la libertà di stampa negli Stati Uniti.

L’astuzia di Assange, però, si comprende molto bene da quello che chiarisce poco dopo sempre in chat:

“Dal 2007”, ha affermato, “ci siamo deliberatamente piazzati su diversi server in luoghi che ritenevamo deficitari quanto a libertà di espressione, soprattutto per quel che riguarda la differenza tra la retorica e la realtà. Amazon era uno di questi”.

Negli scorsi giorni infatti il sito si era trasferito su server svizzeri, a causa anche degli incessanti attacchi DdoS al portale(arrivati fino a 10 Gigabits  per second!).

Amazon risponde che gli evidenti attacchi stavano compromettendo l’infrastruttura dei server ma i collaboratori di Wikileaks rispondono su Twitter cosi:

“Se Amazon è così a disagio con il Primo Emendamento dovrebbero uscire dal mercato della vendita dei libri“, ha stoccato WikiLeaks via Twitter.

Il primo emendamento riguarda appunto la libertà di stampa negli USA.

Dagli ultimi tweet rilasciati sul canale ufficiale Wikileaks apprendiamo però che il dominio svizzero ‘wikileaks.ch’ non e’ piu’ attivo: il sito si e’ trasferito in Germania, Finlandia e Olanda.

I nuovi indirizzi funzionanti sono ‘wikileaks.de‘wikileaks.fi e wikileaks. nl.

A questo punto sembra che Assange sappia benissimo cosa fare: dimostrare che la libertà di stampa in molti paesi occidentali considerati non a rischio, come gli Usa, abbia invece delle “falle” nei momenti in cui si infastidiscono i potenti che li governano.

Se Amazon non ha voluto garantire i suoi server, chi lo farà?

Apprendiamo così che anche l’estensione italiana ‘wikileaks.it‘ risulta gia’ acquistata e pronta all’uso se e quando ce ne sarà la necessitá.

Già che siamo in tema, queste sopra sono alcune foto della sede svedese che detiene uno dei più importanti bunker per server al mondo, uutile a multinazionali e società segrete.

I server sono collocati nel centro dati della Bahnhof, uno dei maggiori provider svedesi, a 30 metri di profondità a Stoccolma, separati dall’esterno con porte da 40 cm di spessore, all’interno del quale Wikileaks ha affittato alcune macchine.

Il nome in codice della struttura, originariamente gestita dai militari e predisposta per resistere all’esplosione di una bomba all’idrogeno, è “Pionen White Mountains”.

Nel video qui sotto un reportage del 2008 nel bunker della Bahnhof della non profit Data Pulse Center:

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Link per la diretta Wikileaks in italiano dei dispacci: pagina di Repubblica ( il link cambia giorno per giorno.. misteri…)

Guarda anche il database dei dispacci organizzati sempre da Repubblica.it

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