Top

Batman Arkham Origins [RECENSIONE]

ZioGeek ha potuto giocare al nuovo capitolo di Batman Arkham Origins per PlayStation 3, titolo che nasce sul terreno fertile del rinnovato merchandising dell’uomo pipistrello di Gotham, dalla trilogia cinematografica di Christopher Nolan ai due precedenti videogiochi (Arkham Asylum e Arkham City), con un’importante novità: il passaggio di testimone tra la casa sviluppatrice dei primi due titoli (la londinese Rocksteady Studios) e la Warner Bros Games Montreal, che ha raccolto la sfida di creare un qualcosa che, pur collocandosi sulla giocabilità e lo stile dei precedenti, fosse anche all’altezza del grande risultato raggiunto in passato.

Batman Arkham Origins Recensione

La Storia: Luci Ed Ombre Della Gotham Di Maschera Nera

La storia di Batman Arkham Origins si colloca idealmente dopo Arkham Asylum ma prima di Arkham City, e vede il giovane Bruce Wayne vestire i panni di Batman in una Gotham vessata dalla criminalità e su cui grava il fumo delle industrie che non si fermano mai.

La storia comincia con il botto, con l’ormai classico trauma con cui sia i film di Nolan sia i due precedenti titoli hanno abituato lo spettatore/giocatore: è la Vigilia di Natale e il pericoloso criminale Maschera Nera è evaso dal carcere di Gotham, BlackGate, prendendo in ostaggio il commissario Loebb.

E il giocatore è subito precipitato nell’azione pura dall’accensione dei motori roboanti del BatWing, per andare a salvare il commissario e fermare Maschera Nera e il suo nutrito gruppo di criminali.

Una volta giunti a BlackgGate capiamo subito che il passaggio del testimone tra le due case sviluppatrici non è stato un errore, ma anzi, ci troviamo subito proiettati nell’adrenalinico arrampicarsi, mettere KO nemici cui i precedenti titoli ci avevano abituato.

E, pur non riuscendo in tempo a salvare il commissario (corrotto, ma si sa, a Gotham si contano sulle dita di una mano le anime pure), veniamo a conoscenza dei piani dell’astuto Maschera Nera: mettere una taglia sulla testa dell’uomo pipistrello dando la possibilità a uno di otto micidiali, enormi killer di aggiudicarsi una lauta ricompensa mettendo a tacere una volta per tutte l’uomo pipistrello, ancora semisconosciuto dalla popolazione, quasi una leggenda metropolitana dell’ombra, lungi dalla fama di fiero avversario del crimine da prima pagina che si sarebbe guadagnato successivamente. 

Batman Arkham Origins Recensione 1

Il Gioco: Dinamismo E Novità

Usciti dai claustrofobici corridoi di BlackGate, un’altra, enorme sorpresa: liberi per Gotham, che si apre davanti all’uomo pipistrello come una metropoli notturna avvolta dal fumo e dalla nebbia, incarcerata dai complessi industriali e degli enormi grattacieli, scarsamente illuminata salvo qualche sporadica luminaria natalizia che rende ancora più inquietante l’atmosfera.

Possiamo muoverci ovunque si voglia, saltare, arrampicarci, planare da altezze impensabili e risollevarsi, quasi come un Tarzan della notte, possiamo individuare i nemici a distanza e stenderli con un calcio silenzioso ma inesorabile.

Procedendo, ci si rende conto come la Warner abbia voluto sfrecciare lungo gli stessi binari della Rocksteady: il nostro Bruce deve esplorare, scovare passaggi nascosti, liberare aree da nemici pericolosi e spesso armati, ma sono due le grandi novità introdotte dal team della Warner: il combattimento è sempre il forsennato picchiatutti che contraddistingueva i vecchi titoli, ma qui l’abilità combattiva si impreziosisce con nuove tecniche e con la possibilità di movimenti di lotta dal realismo pauroso.

Molti giochi piacchiatutto sono snervanti, monotoni e noiosi: qui niente del genere, ogni combattimento sembra una sfida a sé stante e anche di fronte a ciurmaglie di decine e decine di nemici posso garantire che sarà difficile che venga a noia cercare di metterli al tappeto con un così vasto assortimento di colpi e tecniche marziali.

In secondo luogo, rispetto ai due precedenti titoli, qui è stata implementata la capacità di detective di Batman, affidando alle sue tecnologie e al suo intuito la risoluzione di difficili quesiti e di missioni entusiasmanti.

Batman Arkham Origins

Tra Il Vecchio Ed Il Nuovo

Vi è dunque una storia principale costellata però, e questa è la grossa novità, da una serie di missioni secondarie in cui Batman si troverà per esempio, nel bel mezzo di una missione principale, coinvolto in una sparatoria per strada o in mezzo a un blitz della polizia.

Questo dinamismo, che mancava del tutto in Arkham Asylum ma che cominciava timidamente ad emergere in Arkham City, trova in Arkham Origins una modalità d’espressione nuova e potente, e a più tratti nel corso del gioco sembrerà di trovarsi in mezzo a un film, il cui svolgimento è quasi interamente nelle nostre mani.

Il gioco finisce per essere una sorta di grattacielo dove molti piani rivelano possibilità e sorprese: potremo cercare di risolvere i terribili enigmi dell’Enigmista, indagare insieme alla polizia su alcuni crimini efferati, sventare un rapina, combattere il Pinguino e in tutto questo l’eterno maggiordomo di Casa Wayne, il saggio Alfred, interagirà con noi e ci fornirà un prezioso aiuto durante lo svolgimento delle missioni.

Una Tecnica Raffinata

La giocabilità resta il primo obiettivo che i ragazzi della Warner si sono prefissati: il gioco scorre fluido sotto il joystick e i filmati tra una missione e l’altra, di una grafica eccezionale ed elaborata nel singolo dettaglio, sembrano spezzoni di un film, e questa cinematografizzazione della trama è sicuramente un elemento in più che, pur presente a uno stadio embrionale negli altri due episodi, è stato qui sviluppato al massimo livello.

Gotham è una città terribile ed enorme, una sorta di donna delle tenebre di cui Batman conosce ogni anfratto ma che dietro anche la più illuminata strada può celare criminali o altre missioni incastrate in maniera armonica nel tessuto principale della storia.

La giocabilità si sposa con una trama complessa dove le missioni da affrontare non si succedono con quel monotono ed eccesivo schematismo che caratterizzava il seppur divertentissimo Arkham Asylum, ma sono variegate e in perfetta sintonia con una trama che non stanca mai il giocatore, ma anzi lo pone di fronte a continui ostacoli e in cui è richiesto intuito, resistenza e voglia di divertirsi.

Due parole vanno spese sulla gestibilità del joystick e sul menù: rimangono i potenziamenti di armi e tecniche presenti in precedenza, ed ottenibili andando avanti nel gioco, ma sono resi più accessibili grazie a un’interfaccia grafica semplice e intuitiva. La stessa scelta delle armi, durante l’azione, è semplificata e non ci sarà da spazientirsi a cambiare rapidamente tra un gel esplosivo o il bat-artiglio.

Questa comoda interfaccia grafica, che davvero è in armonia con un gioco che è pura energia, si sposa con la stessa veste grafica del gioco: gli intermezzi sono puro cinema, come si diceva, il gioco di per sé resta sostanzialmente sullo stesso livello grafico di Arkham City.

Il sonoro è energico, incessante, rende pienamente merito dell’avanzare dell’uomo pipistrello alla ricerca dei suoi nemici, e si incastra a meraviglia con una colonna sonora dal sapore Nolaniano, una sorta di boato interrotto dall’incedere dei violini.

Ottima giocabilità, sullo stesso livello dei primi due episodi targati Rocksteady, ma con una storia migliorata in ogni dettaglio, resa davvero un film da giocare, con un corteo di elementi tecnici, dal sonoro alla grafica alle interfacce, che superano senza dubbio quello di Asylum e City.

Conclusioni: Tra Mito E Realtà

Batman Arkham Origins non solo è intriso dello spirito dei suoi due predecessori, ma riesce a dare vita a un prodotto del tutto nuovo che getta le fondamenta per ulteriori, futuri sviluppi del personaggio e di altri scenari.

La grande innovazione sta soprattutto nel destinatario del gioco: non solo il fan, che in Batman Arkham Origins ritrova gli ambienti, i nemici di Batman trattati con una serietà senza paragone, ma anche (e, aggiungerei, soprattutto) per i profani o per i non-fan, che troveranno nelle avventure proposte dagli ideatori del gioco una splendida avventura, venata di inquietudine e incertezze, avvolta nelle stesse tenebre in cui si muove esperto il cavaliere oscuro, la leggenda delle ombre.

E una volta entrati in questo mondo, sia per i fan che per i non, sarà difficile separarsene.

email
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Non perdere l'opportunità di ricevere il meglio di Ziogeek!


Commenti


Fatal error: Uncaught Exception: 12: REST API is deprecated for versions v2.1 and higher (12) thrown in /home/ziogeek/public_html/wp-content/plugins/seo-facebook-comments/facebook/base_facebook.php on line 1273