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Charlie Kindel: “Google Ha Perso Il Controllo Di Android”

Qualche giorno fa Charlie Kindel (ex dipendente Microsoft per Windows Mobile e Windows Phone) ha pubblicato sul proprio blog un articolo riguardante i problemi di frammentazione di Android, analizzandone cause e conseguenze, e confrontando il sistema di distribuzione del sistema operativo di Google con quelli delle case concorrenti, quali Apple e la stessa Microsoft.
Secondo Kindel, la frammentazione di Android non ha però solamente un’accezione negativa, in qualche modo vede tale “problema” anche come il motivo per cui Android non morirà ed anzi, per cui Android domina i mercati USA e riuscirà a dominarli ancora per molto tempo.

La Frammentazione di Android, un Cavallo Indomabile

Nell’articolo però Kindel sottolinea come il problema della frammentazione abbia causato la perdita di controllo di Android da parte della stessa Google, e si sofferma spiegando i motivi per cui ormai si è giunti ad una situazione di non ritorno, in quanto ogni mossa della casa di Mountain View porterebbe ad un aumento costante di tale problema, ecco infatti cosa potrebbe fare Google per fermare l’aumento della frammentazione:

  • Investire sul marchio Nexus: la produzione di telefoni maggiormente controllati e più conformi alle prestazioni e alle funzionalità di Android potrebbero giovare all’esperienza dell’utente, che potrebbe sfruttare appieno tutta la potenzialità del sistema operativo e la perfetta integrazione dei servizi offerti da Google. D’altra parte si può notare come ogni sforzo fatto da Google per pubblicizzare la linea Nexus porterebbe sicuramente ad un aumento proporzionale degli investimenti delle maggiori case produttrici concorrenti (ad esempio Samsung e HTC) per pubblicizzare i loro prodotti, per cui il problema persisterebbe.
  • Convincere tutti ad aggiornare all’ultima versione: Google cerca in ogni modo di convincere i produttori di telefoni ad aggiornare i propri dispositivi all’ultima versione, ma non sempre questo è un passaggio immediato per cui Google si ritrova a dover pensare a dei metodi per forzare i produttori al passaggio. Le modalità per farlo sono due: “Passa all’ultima versione o non potrai utilizzare i nostri servizi”, questa opzione oltre a essere un tantino illegale, è del tutto autolesionista per Google, in quanto ad oggi esistono degli ottimi servizi alternativi (tra i quali quelli dell’acerrima concorrente Microsoft) e sarebbe comunque una filosofia del contraddittoria con la volontà di espandere nuovi servizi quali Google+. L’altra alternativa sarebbe: “O vi adeguate alle nostre regole o non vi rilasciamo l’ultima versione”, beh, Android è open-surce, quindi questa tattica è decisamente inutile.

Il riassunto è semplice: Google non può più fare nulla per fermare la frammentazione, ormai è un problema fuori controllo, e benchè Kindel affermi che questo non porterà assolutamente alla prematura morte di Android, questo causerà enormi disagi a tutte le categorie coinvolte nella produzione, distribuzione e utilizzazione di Android, in primis gli sviluppatori, che dovranno sempre tenere in considerazione le enormi differenze hardware dei vari dispositivi.

Link | Blog di Charlie Kindel

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