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[Editoriale] Ubuntu? Non Rende Lobotomizzati

Scrivo questo articolo per rispondere personalmente all’ormai celebre affermazione di Fabio Erculiani, fondatore di Sabayon (una distro GNU/Linux interamente made in Italy), secondo il quale “Canonical è come Microsoft” e “Ubuntu rende gli utenti lobotomizzati“.

Questa metafora di grande impatto – che vorrebbe significare come Ubuntu renda gli utenti stupidi, o “utonti” – è apparsa qualche giorno fa su Wired e ha destato scalpore e non poche polemiche tra gli utilizzatori della distribuzione Linux oggi più diffusa al mondo. Aldilà delle singole opinioni, che rispetto, non sono d’accordo con quanto detto dal signor Erculiani.

Secondo lui, la “colpa” di Canonical è quella di aver nascosto le funzionalità di più basso livello del sistema operativo, come ad esempio – dice – le copiose scritte che appaiono all’avvio sulla maggior parte delle altre distro, o l’Ubuntu Software Center, che cela completamente qualsiasi dettaglio sulle applicazioni che vengono scaricate.

Peccato che la forza di Canonical è proprio questa: aver costruito un sistema operativo free e opensource di qualità, facile da usare, bello da vedere, intuitivo. Un’impresa tutt’altro che semplice, visto che il maggior competitor è proprio Microsoft, un’azienda multinazionale che detiene il 97% del mercato e ha un fatturato decisamente al di sopra delle possibilità di Canonical.

Ubuntu non ha mai perso il fascino del sistema operativo gratuito, modificabile da chiunque, frutto della collaborazione di migliaia di volontari di tutto il mondo. E non rende affatto stupidi. La verità è che gli utenti di computer necessitano di un prodotto pratico e funzionale, trasparente e di alto livello: non interessa a (quasi) nessuno sapere come vengano mappati i processi in memoria, o se vengano mappati o meno. Agli utenti interessa leggere e spedire email, navigare in Internet, avere applicazioni di ottimo livello possibilmente senza doverle pagare.

Interessa far parte di una piazza virtuale, e quindi poter comunicare con gli altri, poter utilizzare i menu nella propria lingua madre, poter sfruttare tutte le potenzialità di un’interfaccia grafica senza dover necessariamente ricorrere alla desueta riga di comando. Riga di comando che tuttavia non è mai stata abbandonata, anzi, è sempre lì a disposizione di amministratori di sistema e server mantainer.

Ubuntu, è la mia opinione, è un prodotto di successo e incarna le necessità di tutte le fasce d’utenti. E’ vicina ai privati e alle aziende, è semplice da installare e da configurare, e ancor di più è veloce e leggera. Ed è il futuro di Linux.

Siete d’accordo con Fabio Erculiani, secondo cui gli utenti di Ubuntu sono “lobotomizzati”? Votate il nostro sondaggio e dite la vostra con un commento!

Ubuntu rende "lobotomizzati"?

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