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Facebook E Le Continue Bufale

Il noto social network Facebook, la piattaforma sociale che conta quasi un miliardo di iscritti, sembra esser stata presa nuovamente di mira dai malpensanti. Sono infatti moltissimi i casi in cui si diffondono velocemente false informazioni che toccano qualsiasi ambito, a partire dalla morte di un personaggio molto famoso, fino ad arrivare ai falsi avvertimenti. Sì, i falsi avvertimenti sono l’ultima “genialata” di qualche malpensante che probabilmente, in assenza di qualcosa da fare, ha deciso di “seminare il panico” tra gli utenti di faccialibro.

Ennesima Bufala!

Il messaggio che appare ormai da diversi giorni sulle bacheche (o meglio Diari) di moltissimi utenti, recita le seguenti frasi:

Dichiaro quanto segue: Qualsiasi persona o ente o agente o agenzia di qualsiasi GENERE , struttura governativa o privata, NON HANNO IL mio permesso (tranne su richiesta esplicita e con consenso mio personale) di utilizzare informazioni sul mio profilo, o qualsiasi parte del suo contenuto compaia nel presente, compreso ma non limitato alle mie foto, o commenti sulle mie foto o qualsiasi ARGOMENTO pubblicata nel mio profilo o diario. Sono informato che a tali strutture è strettamente proibito divulgare, copiare, distribuire, diffondere o raccogliere informazioni o intraprendere qualsiasi altra azione riguardante o contro di me tramite questo profilo e il contenuto dello stesso. Divieti precedenti si applicano anche ai dipendenti, stagisti, agenti o qualsiasi personale sotto la direzione o il controllo di dette entità. Il contenuto di questo profilo è privato e le informazioni in esso contenute sono riservate al circolo di persone alle quali esso è destinato. La violazione della mia privacy è punita dalla legge.

CC – 1 – 308 -1-103. Facebook è ora un’entità quotata in borsa PERTANTO RESA PUBBLICA AZIENDA QUINDI SOTTOPOSTA AD OBBLIGO DELLA LEGGE SULLA PRIVACY.

Siete tutti vivamente consigliati di pubblicare un bando tipo questo, o se preferite, copiare e incollare direttamente questa versione. Non pubblicare tale dichiarazione almeno una volta, permette indirettamente l’uso di oggetti quali immagini e informazioni contenuti nei vostri aggiornamenti di stato pubblici.

Ovviamente il messaggio sopra riportato è l’ennesima bufala che si è diffusa in rete alla velocità della luce. Non abboccate.

Link| Facebook

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