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Google Dice No Alla Pirateria

D’altronde si sa, dove c’è pirateria, c’è polemica e motori di ricerca famosi in tutto il mondo come Google ne sanno qualcosa. Finito più volte nel mirino delle case discografiche e quant’altro, Google si è visto “censurare” le ricerche degli utenti, limitando l’utilizzo delle parole “torrent, Megaupload” e quant’altro. A differenza di alcune settimane da questo provvedimento preso dalla SNEP in Francia, dopo le numerose polemiche, Google sembra aver deciso quasi autonomamente di voler “dare un taglio” alle ricerche che incitano la pirateria. Sembra proprio che Google non digerisca le polemiche in cui è reso partecipe dalle case discografiche e cinematografiche e così, per zittire tutti, applicherà delle modifiche agli algoritmi di ricerca.

Via Tutti

Sostanzialmente il provvedimento più importante è quello di non far apparire nei risultati di ricerca, tutti quei siti che potrebbero essere “incriminati” di pirateria. Tra questi siti figurerebbero “pilastri” dei download illegali, come ad esempio isoHunt, extratorrent, torrenthund e bitsnoop, oltre ai veterani ThePirateBay e Kat.ph ormai raggiungibili dal nostro paese solamente tramite proxy. L’algoritmo di ricerca di Google sarà modificato in base alle “segnalazioni” delle case discografiche e non solo. In parole semplici, un sito che ha ricevuto più volte l’avviso di essere incorso in violazione di copyright, verrà oscurato dalle ricerche di Google poiché riconosciuto come “elemento penalizzabile”. In sostanza, i risultati di ricerca saranno scelti accuratamente tramite l’algoritmo che ci restituirà i risultati sempre dopo alcuni millisecondi. A festeggiare non sono gli utenti, ahimè, ma società come la RIAA e molte altre.

Oggi Google ha annunciato un cambiamento potenzialmente significativo nel proprio ranking di ricerca che può fare la differenza per i creatori: i siti soggetti ad un ampio numero di richieste di rimozione per violazione di copyright saranno classificati più in basso tra i risultati delle ricerche rispetto a prima. Questo comporterà un ranking migliore per i servizi musicali sotto licenza che pagano gli artisti e mettono a disposizione dei fan la musica che amano. Questo cambio è un passo importante nella giusta direzione – un passo che abbiamo chiesto urgentemente a Google ormai da tempo – e ci complimentiamo con il gruppo per questa iniziativa.

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