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I Neurochirurghi Fanno Pratica Su Cervelli Creati Con Stampanti 3d

Ieri vi parlavo  dell’utilizzo, per scopi scientifici, del cyber deretano, progettato e costruito per aiutare i giovani dottori a fare pratica con un esame delicato come quello della prostata, sia da un punto di vista puramente fisico che di rapporto con il paziente. In questo senso ci sono esami per cui è veramente difficile prepararsi prima di eseguirli per la prima volta, in questo senso il cyber deretano può essere un valido aiuto per fare pratica prima di provare con una persona in carne ed ossa.

Il deretano non è l’unica parte del corpo umano ad essere oggetto di studi scientifici e tecnologici di questo tipo, un’altra parte del nostro corpo molto delicata e sulla quale è estremamente delicato intervenire è sicuramente il cervello, vediamo cosa si sono inventati alcuni ricercatori della Florida.

Stampanti 3d per aiutare i neurochirurghi: una vera fabbrica di cervelli

Le stampanti 3d sono certamente tra gli oggetti dei desideri dei geek di tutto il mondo, anche perchè si può fare (almeno in linea teorica) davvero di tutto.

Dello stesso avvisano sembrano anche essere i ricercatori dell’università della Florida, che hanno sviluppato un sistema di “mixed reality” (una specie di realtà virtuale ma con elementi di realtà fisica) che non solo è in grado di fornire un sistema di apprendimento per gli aspiranti neurochirughi, ma fornice anche un valido strumento per chirurghi già affermati.

Grazie alla scansione di diverse immagini provenienti da esami precedentemente condotti, i ricercatori sono in grado di ricostruire un modello del cervello umano, sufficientemente dettagliato per essere stampato con una stampante 3d.

Questo modello permette di simulare una complessa operazione di neurochirurgia, sarà possibile ad esempio inserire un’ago nella zona del cervello (stampato) desiderata e seguirne l’andamento su un monitor, proprio come avviene nella chirurgia reale attraverso uno strumento noto come fluoroscopio.

Questo permetterà ai neolaureati di allenare la coordinazione mano-occhio prima di operare su un vero, paziente, secondo il Dottor Gregory Murad il sistema “rende in maniera piuttosto fedele il procedimento reale, avendo la sensazione di averlo (il cranio del paziente N.d.T.) tra le mani”

Le potenzialità di questo simulatore però vanno be oltre! Infatto raccogliendo gli esami di uno specifico paziente è possibile costruire un modello, non di un generico cranio, ma proprio quello del paziente in cura. In questo modalità di utilizzo lo strumento è utile non solo agli studenti ma anche ai professionisti affermati che vogliono valutare la difficoltà pratica di un determinato intervento.

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