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Il Futuro Del Cyber-Sesso

Ha fatto un certo scalpore un articolo pubblicato sulla rivista Futures dal titolo  Robot, uomini e turismo sessuale. Gli autori, il giornalista futurologo Ian Yeoman e Michelle Mars una sessuologa della  University of Wellington’s Victoria Management School in Nuova Zealanda,  ipotizzano un futuro nel quale le prostitute-robot forniranno una soluzione a molti dei problemi legati al sesso a pagamento come la trasmissione di malattie e la tratta di esseri umani.

Nell articolo, ambientato nel 2050, viene descritto come potrebbe apparire il quartiere a luci rosse di Amestardam, che ormai da dieci anni (dal 2040) offre un servizio di accompagnatrici (e accompagnatori) non più umani ma robot. Il costo ipotetico del servizio non è esattamente popoare: 10 mila dollari (chissà se a causa di una forte inflazione o del target estramamente elitario).

I più scettici obietteranno che al di la dei discorsi morali ed etici non attualmente non disponiamo di una tecnologia sufficiente per questo tipo di applicazione, e quindi difficilmente assisteremo a uno scenario di quel tipo entro i prossimi trent’anni. L’obiezione è sicuramente pertinente, ma forse con cosi vera come si potrebbe pensare.

Per quanto strano possa sembrare esiste già un robot pensato per sostituire le accompagnatrici: si tratta del progetto Roxxxy (nome che non lascia spazio ad equivoci) da parte dell’inventore statunitense Douglas Hines. Il progetto risale al lontanto 1993, l’idea iniziale era quella di produrre un robot che potesse sostituire un’infermiera per i pazienti che avessero bisogno di assistenza a tempo pieno, come i malati di Alzheimer. Una specie di risposta americana al Robot Wakamaru.

Dopo alcuni anni, però, l’azienda che aveva commissionato il progetto (Medicare) decise di abbandonare senza rimborsare i progettisti (il costo totale di progettazione si stimava tra i 500 mila e un milione di dollari), i quali decisero di riconvertire il progetto in un robot destinato all’intrattenimento per adulti. Il successo non si è fatto attendere, e dal suo debutto al  AVN Adult Entertainment Expo di Las Vegas nel 2010 le vendite sono in continua ascesa.

Per un costo di circa 9 mila dollari i clienti possono ordinare un modello su misura, scegliendo la razza, il colore degli occhi e dei capelli e la misura del seno. Il robot ha un motore di intelligenza artificiale e un sistema di riconoscimento vocale che gli permettono di interagire con  il proprietario in maniera molto naturale, inoltre è in grado di memorizzare le preferenze del proprio partner.

Il progetto ha suscitato molte polemiche nell’america puritana, tanto che Hines ha ricevuto minacce di morte (per lui e per la moglie) in diverse occasioni. Voi cosa ne pensate?

 

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