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La Musica Digitale Inghiotte I CD

Non tutti si ricorderanno delle musicassette. I cultori della musica dal 1963, grazie a Philips, potevono acquistarle e ascoltare i loro brani preferiti impressi su queste pellicole immesse dentro particolari pezzi di plastica. Molti anni dopo, nel 1982 fu lanciato sul mercato il primo Compact Disc (abbreviazioni CD) sempre dalla stessa famosa casa. Questi supporti spiazzarono i precedenti anche se risultavano essere più delicati, infatti le cassette anche se conservate in condizioni non magistrali mantenevano molto probabilmente il loro funzionamento, mentre se i cd ricevevono qualche graffio perdevano la loro qualità.

Il primo CD ad essere creato fu quello degli ABBA, precisamente The Visitors, ma il primo ad essere commercializzato fu 52nd Street di Billy Joel. Questi supporti, ovviamente, sostituivano anche i dischi in vinile, riprendendo lo stesso “stile” fisico.

La fine dei CD

Adesso, dopo non troppi anni, il CD è quasi morto. Sicuramente è possibile trovarlo nei negozi, ma sarebbe assurdo non vedere quanto la musica digitale si sia fatta strada, facendo mangiare la polvere a questo supporto di plastica. Se tale realtà è presente nel 2011, il prossimo anno segnerà, forse, il suo crollo.

A dirlo non sono sollo delle opinioni, ma un’analisi effettuata da Strategy Analytics.

Le statistiche segnano che durante il 2012 il commercio dei CD crollerà ulteriormente del 40% portandosi da 3,8 milioni di dollari, raggiunti nel 2010, a “soli” 2,7 miliardi di dollari. Una caduta del genere non può che prevedere una fine. Il sorpasso decisivo della musica digitale si avrà proprio in questo anno, quando il mercato on line (con iTunes come punta) toccherà i 2,8 miliardi di introiti superando, quindi, gli ipotetici incassi del mercato tangibile.

Sicuramente i motivi sono facilmente individuabili. In primis troviamo, senza ombra di dubbio, la possibilità degli utenti di decidere di prendere solo alcuni brani da un intero album, senza quindi essere costretti ad acquistarlo globalmente. Il risparmio è indiscusso. Non si può non citare anche la possibilità di acquistare la musica a portata di click, senza avere la necessità di andare al negozio di dischi, rischiando anche di non trovare il supporto! Scaricandole on line si potranno direttamente inserire nel proprio dispositivo portatile, schiacciare sul play per iniziare a gustare la propria musica.

Dobbiamo anche sottolineare che, per quanto sia poco classico, il  digitale ha in un certo senso salvato il mercato della musica.

Altri invece, affermano il contrario come ad esempio il famoso artista Bon Jovi:

Dio, è stato un tempo magico, davvero magico. Odio mostrarmi come un uomo vecchio, ma le future generazioni diranno “Cosa è successo?”. Steve Jobs è personalmente responsabile di aver ucciso l’industria musicale.

I fatti però dichiarano una diversa situazione.

Le generazioni future non ricorderanno questi supporti come molti non ricordano le musicassette?

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