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LEGO Lo Hobbit: Pronti Per L’Avventura? [RECENSIONE]

LEGO Lo Hobbit è il nuovo videogame ispirato al libro ma soprattutto al film di Peter Jackson. Mattoncino dopo mattoncino, la TT Games sta consolidando la tradizione dei videogiochi ispirati ai celebri mattoncini danesi sfornando un titolo migliore dell’altro. Questa volta è toccato al capolavoro letterario di J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit, il celebre prequel de il Signore degli Anelli, e ispirato alla controparte cinematografica dell’ormai hobbit ad honorem Peter Jackson. Il risultato è un ottimo prodotto, impeccabile sotto il profilo tecnico, che si colloca nella piena tradizione degli altri titoli Lego, senza però rinunciare a portare una fresca ventata di novità, e nella piena ispirazione ai primi due film de Lo Hobbit (Un Viaggio Inaspettato e La Desolazione di Smaug), ma anche qui innovando, ampliando ancora di più quel panorama tolkeniano che già Jackson ha cercato di ampliare nella sua trasposizione cinematografica.

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La storia, prima di tutto

La fedeltà con cui gli sviluppatori della TT Games hanno ‘mattoncinizzato’ i due film de Lo Hobbit ripercorre la stessa fedeltà di Lego Il Signore degli Anelli, ma allo stesso tempo innova in modo sorprendente aggiungendo parti che nel film di Jackson non sono mostrate, ma lasciate intendere allo spettatore, e che nel gioco sono talmente inserite bene da sembrare in realtà parti del film stesso. Il modo con cui gli ideatori del gioco hanno trasformato il mondo di Tolkien, ogni singolo dettaglio, dalle squame rosse di Smaug alla mitica Arkengemma, è geniale nella sua semplicità, e ormai in piena linea con i precedenti ogni mattoncino è al punto giusto. Lego Lo Hobbit riprende le stesse ambientazioni di Lego il Signore degli Anelli, ma trasforma la Terra di Mezzo in versione Lego in un mondo enorme, totalmente esplorabile in free roaming, disseminata, come da tradizione, di cose nascoste, sbloccabili, e di numerose subquest. Ricreando il mondo di Tolkien, e Jackson, con uno stile ludico ormai sulla soglia della perfezione, i ragazzi della TT Games catapultano il giocatore in una partita avvincente, che comincia con il racconto di Bilbo Baggins proprio come all’inizio del film di Peter Jackson, e già nell’ambito del racconto dell’arrivo del drago nella placida cittadina di Erebor avremo modo di cominciare l’avventura, muovendoci dentro l’antica montagna dei nani, fino alla scoperta, in mezzo alla roccia, della mitica Arkengemma.

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Into the fire

Il mondo che ci troveremo ad esplorare giocando a Lego Lo Hobbit (occorre ribadirlo, è illimitato), offre una missione dopo l’altra, in un incessante susseguirsi di missioni da portare a termine, non senza aguzzare l’ingegno e l’intuito, proprio come l’adrenalinico film. Bisognerà ricercare oggetti, molti dei quali abilmente nascosti, costruire catapulte, ponti, macchine da guerra, il tutto come se si assemblasse una complessa costruzione Lego, scovare passaggi segreti e agganciarsi a una fune per penetrare nelle profondità della montagna dei nani. Molte missioni dipenderanno dall’abilità di raccogliere gli oggetti e i manufatti giusti per forgiare, per esempio, la chiave per aprire un portale. Ed è qui che Lego Lo Hobbit si differenzia dai precedenti titoli Lego per console, pur collocandosi nel solco della stessa delicatezza tecnica e, se vogliamo, artistica: la complessità. Lego Lo Hobbit è un gioco in un cui la complessità, divertente e che comunque non annoia mai, emerge sin dai primissimi livelli, trascinando il giocatore in un vortice di sfide da completare in cui una buona dose di ingegno è richiesta per portare avanti la compagnia degli eroici nani e del leggendario Bilbo. Un gioco divertente, complesso, articolato in numerose subquest e missioni secondarie, che si alternano alle primarie in un incastro ovviamente fedele agli incastri dei mattoncini danesi.

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Tecnica e ironia: l’architettura del divertimento

Non si potrebbe immaginare un gioco Lego che non sia permeato, fotogramma dopo fotogramma, da quella vena ironica che ormai è il fulcro della serie di giochi Lego almeno quanto lo stile ludico di fondo, e di fatto Lego Lo Hobbit non si smentisce, divertendo e suscitando risate in più occasioni. Sarà per la goffaggine dei personaggi in versione blocchetti, sarà per i contesti ironici creati, in ogni caso siamo di fronte a un prodotto che non annoia, trasformando un’avventura raccontata, anzi giocata, fedelmente in un’allegoria dai tratti fortemente divertenti. La risata e la giocabilità si sposano con l’altro marchio di fabbrica, la tecnica, che in Lego Lo Hobbit viene ampliata e lustrata, migliorandone molti aspetti. La colonna sonora fonde le familiari tematiche di Howard Shore, dalle idilliache note della Contea, alle melodie più tenebrose e del pericolo; giocare e ripercorrere il fantastico viaggio di Bilbo e dei nani sulle note di Shore, in un contesto allegorico come quello dei mattoncini Lego, ha quasi dello straordinario, e l’effetto sorpresa che si prova all’inizio del gioco è enorme. Ben presto tuttavia sembrerà di essere sempre stati in questa Terra di Mezzo, tragica ma divertente allo stesso tempo, tutta costruita come una gigante opera Lego. L’illuminazione è stata nettamente migliorata, forte di un potenziamento hardware di cui la serie di videogames Lego necessitava da tempo. Tutti gli altri aspetti tecnici, dalla texture alla definizione delle ombre e dei profili poligonali, ne hanno beneficiato, con piccoli ma avvertibili cambiamenti. Verrà voglia di non lasciare più la Terra di Mezzo, ma in qualche modo dovremo portare pazienza: Lego Lo Hobbit comprende infatti soltanto i primi due film della trilogia di Peter Jackson, il terzo film infatti uscirà in tutto il mondo solo il prossimo dicembre. Solo allora si potrà acquistare il DLC contenente le missioni aggiuntive per chiudere la trilogia in versione blocchetti Lego. E solo allora la storia e il divertimento avranno raggiunto, con la conclusione di Lego Lo Hobbit, un apice, crediamo, degno di nota.

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