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Localizzazione E Spionaggio, Facciamo Il Punto Della Situazione

Dopo le polemiche sul tracciamento da parte di Apple con i propri dispositivi dotati di GPS, i quali tracciano gli spostamenti dei propri utenti, la chiamata in caso da parte di Cupertino di Google e i suoi dispositivi con Android, adesso viene tirata in ballo anche Microsoft. Insomma è diventato un autentico tutti contro tutti dove si cerca di uscirne fuori con una carta d’identità non macchiata di sospetti da parte degli utenti.

In questo caos di accuse, risposte e tentativi di brevetto è meglio fare un po’ di chiarezza su quanto sta accadendo.

Tutti contro tutti!

Casa Jobs&Wozniak&Wayne


La prima ad essere tirata in ballo, con l’accusa di tracciare gli spostamenti dei propri utenti tramite i dispositivi Ipad e Iphone e i rispettivi GPS. Ma è davvero così? Apple smentisce categoricamente, spiegando come funziona e perché tali dati esistono realmente.

Il tutto nasce dall’esigenza di poter fornire all’utente un capacità di attacco ai satelliti il più breve possibile. Il tutto realizzando mappe di Antenne Radio e HotSpot Wifi nelle vicinanze, per aumentare appunto velocità e accuratezza del sistema di posizionamento. Queste mappe, che quindi ovviamente includono i posti e i luoghi che un dato utente visita, vengono poi memorizzate su un database esterno, il quale a detta di Apple è criptato e quindi Apple in teoria non può sapere quale Ipad o Iphone ha inviato quei dati relativi a quell’Antenna Radio o HotSpot WiFi.

Trovatasi nell’occhio del ciclone, Apple ha tirato dentro anche Google e Microsoft. Dal’altra parte ha presentato un’istanza di brevetto per poter utilizzare in futuro questi dati, probabilmente non per spiarci, ma per poterci offrire della pubblicità ancor meglio mirata.

Casa Page&Brin


In casa Google si sono apprestati il prima possibile a smentire l’utilizzo di dati che identificano la posizione degli utenti, memori anche delle critiche avute in passato su Google Maps. Ma Cupertino va giù duro: “Noi non tracciamo nessuno, Android invece lo fa”.

Da Mountain View la risposta che il tracciamento esiste, ma è facoltativo da parte degli utenti che selezionano se essere tracciati o meno dalle proprie impostazioni, inoltre i dati sono inviati ai server centrali in forma anonima rendendo impossibile sapere quale utente è stato in quel luogo in una determinata ora.
Basterà questo atteggiamento leggermente più chiaro a far tacere le critiche?

Casa Gates&Allen


La big di Redmond è stata trascinata solamente negli ultimi giorni ancora da Cupertino, in quanto secondo Apple anche Microsoft non è trasparente sui dati immagazzinati dal tracciamento degli utenti, la quale ha risposto in maniera molto chiara che “il sistema trasmette l’indirizzo MAC dell’access point Wi-Fi in uso la potenza del segnale, una ID per ogni dispositivo generata casualmente per un tempo limitato e se il GPS è attivo, la posizione geografica, la direzione e la velocità di viaggio dell’utente”.

Sarà interessante vedere come andrà a finire, a questo punto manca solo l’accusa a Nokia e la rassegnazione degli utenti. Avete voluto un super smartphone con GPS sempre attivo? Essere localizzati potrebbe essere il prezzo da pagare.

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