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Microsoft Spinge Sul Cloud Computing

E’ di questi giorni la notizia della scelta di Microsoft della scelta di una nota azienda Italiana come unico partner Europeo per accelerare sul Cloud Computing. Microsoft ultimamente sta spingendo molto con il progetto Azure in questa direzione, ovvero nella delocalizzazione del software e dei dati. Questo per avere PC sempre più leggeri e meno carichi di lavoro, purché ovviamente siano perennemente collegati alla rete. Cosa che accade comunque ultimamente, dato l’ampio diffondersi di smartphone, di tablet, e di netbook e notebook con tecnologia 3G.

In futuro avere la testa tra le nuvole non sarà un difetto

Ma cosa intendiamo con Cloud Computing? E come potrebbe realmente migliorare l’esperienza informatica degli utenti? E contro a quali possibili pericoli andiamo incontro?

Per Cloud Computing intendiamo l’insieme di strutture Server in grado di fornire servizi software avanzati fruibili da client collegati ad Internet.
Per servizi software avanzati non intendiamo solo i semplici programmi di messaggistica, mail, feed rss. Ma intendiamo software un come Google Docs, ma anche programmi di fotoritocco o video montaggio raggiungibili semplicemente usando il vostro browser internet preferito.

I vantaggi sono molteplici, prendiamo ad esempio il caso di fotomontaggio. Tutti conosciamo software come Photoshop, qualcuno ovviamente molto leggero e quindi usabili anche su piattaforme computer non particolarmente potenti. Ma se volessimo usare programmi più avanzati, che richiedono comunque una certa potenza, il Cloud Computing potrebbe venirci incontro.  Invece di dover acquistare un computer nuovo, potremo usare la potenza messa a disposizione dai Server del Cloud Computing per i nostri bisogni.

Abbiamo già esperienza di Cloud Computing con i servizi di storage e backup online, ma in futuro potrebbe essere possibile archiviare direttamente tutto on-line, evitando così di avere hard disk sempre più capienti per la nostra grande mole di dati.

Per chi invece non volesse comprare la licenza di un prodotto software per usarlo solo poche volte, sarà possibile pagare solo ogni volta che gli serve. Diminuendo così i costi di licenza.

Dall’altra parte emergono grandi interrogativi sulla privacy, i nostri dati potrebbero comunque essere esposti ad attacchi informatici molto più che adesso. C’è da chiedersi quanto spenderanno le aziende sul Cloud Computing sul lato della sicurezza e della privacy.

Per il momento resta tutto una grande promessa, speriamo che prima o poi possiamo davvero usare software come Matlab o Photoshop anche semplicemente dal nostro smartphone.

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