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Parallels Desktop 6: Integrazione Completa Tra Mac e Windows

Spesso il motivo che spinge utenti Windows a non convertirsi al mondo Apple – oltre naturalmente il fattore economico – è il fatto che molte applicazioni professionali esistono solo per il sistema operativo della Microsoft. Un tempo l’esempio calzante era AutoCad, ma non da molto è finalmente sbarcato anche sul sistema operativo della Mela. Chi voleva utilizzare questa applicazione doveva per forza passare attraverso uno strumento potente di emulazione, una delle migliori macchine virtuali: Parallels Desktop.

Portare i software Windows su Mac: Parallels Desktop è la scelta giusta

Ammetto che la scelta fino a qualche tempo fa non era delle più felici: lavorare in macchina virtuale legava le potenzialità hardware della macchina e per di più il passaggio di file era abbastanza complesso tra i due sistemi operativi. Parallels Desktop 6 risolve però tutte le problematiche delle versioni precedenti. Partendo dal presupposto che la manovra compiuta non è delle più economiche (si deve affrontare la spesa di Parallels Desktop e Windows oltre a quella del Mac) vediamo come questo programma possa semplificare la vita a tutti quei utenti che necessitano di software su entrambe le piattaforme.

A differenza delle versioni antecedenti (tranne la 5), PD6 mette a disposizione la funzione Coherence, ovvero un sistema di integrazione totale dei due sistemi operativi. Con tale funzione attivata Windows non è più legato a una singola finestra del Mac, ma ogni finestra di Windows compare sulla scrivania di Mac separatamente, con un propria icona nel Dock, proprio come un’applicazione Mac. Inoltre la funzione trasforma l’icona di PD nel famoso tasto Start di Windows oltre a montare nel Mac un disco C di Windows caratterizzato da un’icona rossa. In tal modo si possono usare finestre di Mac e Windows assieme, senza bisogno di cambiare sistema operativo tutte le volte. Windows inoltre assume come cartella home la stessa di Mac permettendovi quindi di lavorare sugli stessi dati con due differenti sistemi operativi, attivando quindi il drag and drop tra una finestra Windows e una Mac e viceversa. Con tale funzione non avrete più bisogno di preoccuparvi di dover lavorare con un determinato sistema operativo, per voi sarà come se Mac facesse tutto da solo.

Altra importante novità è il fatto che usando la stessa Home di dati, Windows non necessita più di una determinata partizione, ma diventa un file unico che cresce a seconda dei contenuti, non compromettendo quindi lo spazio del vostro disco.

Vediamo quindi un professionista come potrebbe ottimizzare tali risorse per non accorgersi neppure di utilizzare differenti sistemi operativi:

  • Installiamo Parallels Desktop 6
  • Creiamo una nuova macchina virtuale Windows salvandola in un posto qualsiasi del vostro Mac, tipo in Documenti
  • Impostiamo la visualizzazione Coherence
  • Impostiamo il MacLook (altra novità della v5 è la visualizzazione di Windows in stile Mac)
  • Aggiungiamo l’icona di PD6 nel Dock
  • Impostiamo al massimo lo sfruttamento Hardware da parte di PD6
  • Impostiamo l’avviamento di PD6 automaticamente all’accensione di Macintosh

Ecco che con pochi passi abbiamo creato una macchina che integra completamente i due sistemi operativi, una perfezione che lascia quasi senza fiato… sembra la sintesi perfetta della decennale disputa ultramillionaria tra i due colossi dell’informatica. A tutto questo può aggiungersi anche Linux, ma questo verrà trattato in un altro momento.

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