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Tim, Vodafone E H3G Colpiti Da Una Maxi Truffa!

“Il lupo perde il pelo, ma non il vizio” recita un famoso proverbio. Ebbene alcuni ragazzi molto abili con il computer hanno deciso di intraprendere la strada delle “frodi telematiche”: incassi sicuri, senza doversi laureare ne andare in cerca di lavoro. Questa volta i malcapitati “truffati” sono alcuni dei provider telefonici più importanti d’Italia, quali Telecom, H3G e Vodafone. L’operazione, condotta dalle fiamme gialle, sembra essere davanti ad una svolta e tramite il proprio sito ufficiale hanno fatto sapere come questi truffatori agivano (e forse agiscono tuttora).

Keylogger E Quant’Altro!

Qual è il modo più semplice ed efficace, se si hanno le necessarie competenze, per rubare una password o qualsivoglia dato personale? Un keylogger, no? Piccolo “virus”, spesso invisibile, il keylogger permette di inviare a chi ci ha infettato il computer, tutte le combinazioni di tasti che premiamo sulla nostra tastiera. In questo modo, all’inserimento della password o di un qualsiasi altro dato, l’hacker riuscirà a ricevere tutto ciò che abbiamo scritto. Proprio i keylogger sono alla base di questa truffa ai danni di Telecom, Vodafone e H3G che la Guardia Di Finanza, dopo due anni di indagini, è riuscita a scoprire. Di seguito il comunicato ufficiale rilasciato dalle fiamme gialle.

Militari del Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche di Roma e del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, unitamente a Finanzieri dei Comandi Provinciali di Caserta, Milano e Alessandria, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli, stanno svolgendo una vasta operazione volta a smantellare un’organizzazione criminale dedita all’abusiva intromissione nel sistema informatico e telematico di alcuni dei principali operatori telefonici, quali Telecom, Vodafone e H3G.

In particolare, sono state eseguite su tutto il territorio nazionale circa 40 perquisizioni domiciliari e presso le postazioni di lavoro dei suddetti gestori di telefonia fissa e mobile – da considerarsi le parti lese dell’attività criminosa – nei riguardi di altrettanti soggetti indagati.

La complessa attività investigativa, durata circa due anni e svolta dal Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche del Corpo, il quale si è avvalso anche del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Napoli, ha permesso di delineare il seguente modus operandi illecito:

  • utilizzo/acquisizione fraudolenta delle credenziali di accesso riservate agli operatori di Call Center (quest’ultima avvenuta per mezzo di key-logger e programmi atti al controllo remoto di postazioni informatiche);
  • attivazione di promozioni non autorizzate su utenze di telefonia mobile dei rispettivi operatori, accese in favore di nominativi di fantasia e/o la cui identità è risultata utilizzata abusivamente;
  • “monetizzazione”, pressoché immediata, del traffico telefonico così illecitamente ottenuto:
    • per diretta vendita “scontata” del credito stesso, caricato su schede destinate alla consumazione in servizi telefonici ordinari (traffico voce, dati, etc.);
    • per riversamento e spendita verso numerazioni a valore aggiunto di società compiacenti, per fatturazione a debito degli importi contrattualmente maturati a seguito dei servizi a maggiorazione erogati.

Le condotte contestate vanno dall’associazione per delinquere, all’abusiva introduzione nel sistema telematico dei diversi gestori di telefonia coinvolti, alla truffa informatica ai danni dei gestori. Il tutto per un danno economico ingente, stimato in decine di milioni di euro.

Si segnala che all’attività d’indagine hanno prestato proficua collaborazione gli organi di sicurezza aziendale dei citati operatori telefonici.

 

Link| Guardia Di Finanza

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