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USB 3.0 E Thunderbolt, Due Super Connessioni A Confronto

Recentemente Intel ha annunciato di provvedere a fornire in un futuro prossimo la compatibilità con lo standard di connessione USB 3.0 per tenersi al passo coi tempi e non cedere troppo vantaggio alla AMD, sua acerrima nemica nel settore  dei processori.
La decisione di accettare l’USB 3.0 è comunque un vantaggio per gli utenti finali, i quali potranno scegliere se compare dispositivi con connessione Light Peak o USB 3.0. Perché ricordiamo che la precedente filosofia di produzione per i prossimi processori e chipset, era la sola compatibilità con lo standard Light Peak, che appunto è di casa Intel. L’utente adesso sarà più libero di scegliere quale tecnologia avere, o comunque sarà in grado di avere maggiore compatibilità con dispositivi in commercio senza doversi limitare ad un solo tipo di connessione. Riassumendo, Intel nella prossima generazione di processori Ivy Bridge che verranno lanciati sul mercato a partire dal 2012, avrà un controller sia per USB 3.0 che per Light Peak (Thunderbolt).

Quindi ci sembra doveroso prima di allora, prepararci per sapere quale delle due connessioni sia la migliore da scegliere per un futuro acquisto. Guardiamo quindi le principali caratteristiche e facciamo un rapido confronto.

Più veloci di Flash!

L’USB 3.0 è stato introdotto sul mercato nei primi mesi del 2010, ma le sue specifiche erano già state rilasciate ad Agosto del 2008. Le novità rispetto la precedente generazione riguardano principalmente la velocità di trasferimento e il cambio, in parte, del tipo di connettore.

Dal lato velocità, che è il fattore più interessante al pubblico, USB 3.0 è 10 volte più veloce del tipo USB 2.0, raggiunge infatti la velocità teorica di 4.8 Gbit/s, circa 600MB/s. Velocità teorica appunto, togliendo ritardi dovuti alla lunghezza e allo stato del cavo e a ritardi software, una velocità più veritiera potrebbe aggirarsi intorno ai 3.2 Gb/s, ovvero circa 400MB/s. Una velocità ottenibile solo sfruttando appieno il nuovo tipo di connettori e con cavi di lunghezza inferiori ai 3 metri (rispetto ai 5 metri dell’USB 2.0), quest’ultimo dato è stato ottenuto in maniera sperimentale. Parlando appunto di connettori, è vero che USB 3.0 mantiene la compatibilità con i precedenti standard, ma il connettore è stato leggermente modificato. E’ stato reso leggermente più lungo, per poter inserire sulla parte più profonda del connettore, degli ulteriori piedini per ottenere quella che viene chiamata la SuperSpeed, ovvero la velocità teorica menzionata prima dei 4.8 Gbit/s. Ecco spiegato perché USB 3.0 è compatibile con i precedenti standard, ma può operare a velocità maggiori.

L’interfaccia interamente realizzata da Intel, voleva e vuole essere posta come l’interfaccia di collegamento definitiva, l’unica di cui si possa aver bisogno.
Connettori a parte, ovviamente diversi dallo standard USB, la differenza principale sta nella velocità di trasferimento e nella bi-direzione della banda a disposizione. Ricordiamo infatti che USB è una connessione di tipo half duplex, ovvero monodirezionale alterna. Light Peak/Thunderbolt invece possiede una banda di ben 10 Gbit/s in modo bi-direzionale. Una differenza non di poco conto, non tanto per la velocità ma appunto per questa caratteristica della non monodirezionalità.

La sua storia è piuttosto “turbolenta”, nel senso che inizialmente doveva essere usato una tipologia di cavo in fibra ottica per ottenere una velocità di 100 Gbit/s, successivamente si è scelto di optare per connessioni in rame per problemi non meglio specificati nell’usare connessioni in fibra ottica. Questo può essere visto nell’ottica di non dare troppo vantaggio a USB 3.0, che era stato già presentato e i suoi prodotti già sul mercato.

Light Peak/Thunderbolt infatti viene presentato a fine 2009, ma la sua prima realizzazione la vediamo soltanto questo febbraio all’interno dei MacBook Pro di casa Apple.

Per il momento la velocità teorica non è stata raggiunta, questo dovuto anche agli odierni limiti di dispositivi come ad esempio gli hard disk. Per il momento si riesce a sfruttare solo il 60% della velocità massima dichiarata. Ma probabilmente è solo questione di tempo prima che si possa usare tutta questa velocità.

Adesso, si spera, abbiate le idee un po’ più chiare sul funzionamento di entrambi i protocolli, in modo da poter scegliere in maniera più autonoma il vostro eventuale acquisto.

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